Peso riccio adulto:
- mediamente 850 gr
Durata vita:
- teorica: 7 anni
- effettiva attuale: 2 o 3 anni dovuta ai pericoli generati da antropizzazione
Gestazione:
- 35 gg
Parto:
- I cuccioli vengono partoriti in un nido
- normalmente uno all’anno in primavera
- attualmente si stanno presentando sempre più casi di una seconda cucciolata tardiva che genera cuccioli che non possono arrivare ad un peso tale da sopportare il letargo invernale
- nascite per parto: fino 7 o, eccezionalmente, 9 cuccioli
- portati allo svezzamento: da 3 fino a 5 massimo
Inizio svezzamento:
- 1 mese di vita
- i ricci non hanno legami familiari dopo lo svezzamento
Ritrovamento nidi di riccio:
- nel caso di scopertura di un nido di riccio con cuccioli con o senza mamma occorre rimettere immediatamente ogni cosa a posto senza toccare i cuccioli sperando che la mamma non percepisca il disturbo e continui a prestare le sue cure (nei primi due o tre giorni dopo il parto la mamma non abbandona mai i cuccioli perché hanno bisogno di essere allattati e riscaldati indipendentemente dalla temperatura esterna), successivamente esce per brevi esplorazioni alla ricerca di cibo
- se la mamma riccia non è presente occorre rimettere tutto a posto senza toccare i cuccioli per evitare che prendano il nostro odore. I ricci hanno un olfatto sviluppatissimo e quindi si spera che la riccia, una volta tornata, non si accorga che ci sia stata presenza di umani
- se, al momento della scopertura, la mamma riccia è invece presente occorre allora rimettere tutto a posto nel più breve tempo possibile
- sia nel caso di presenza della mamma sia in quello di sua assenza occorre monitorare a distanza la situazione del nido; se la riccia non ritorna entro 15, o al massimo 20, ore occorre recuperare i cuccioli perché possono essere considerati abbandonati ed in pericolo di vita. Spesso la riccia, disturbata dalla presenza umana, potrebbe anteporre la paura all’istinto materno ed allontanarsi definitivamente dal nido e dalla cucciolata.
Cura dei ricci lattanti
- Più i cuccioli sono piccoli più è difficile farli sopravvivere
- In questi case occorre evitare assolutamente il ”fai da te” perché l’alimentazione di questi riccetti è oltremodo complessa ed impegnativa
- Abbiamo a disposizione, in giro per l’Italia, una serie di balie specializzate in questo compito
- Va ASSOLUTAMENTE evitata l’alimentazione dei cuccioli con latte vaccino perché è per letale sia per loro sia per i ricci adulti
- Non si danno mai indicazioni sull’alimentazione di una cucciolata di lattanti; nel solo caso di difficoltà di reperire immediatamente una balia si può suggerire di bagnare loro il musetto con acqua in cui sia stato fatto sciogliere un po’ di miele. La stessa indicazione va data in caso di soccorso a ricci adulti evidentemente denutriti.
- Quando viene ritrovato un riccio lattante o comunque cucciolo (aculei chiari, dimensioni ridotte) occorre chiedere al soccorritore che ci ha contattati di controllare attentamente i dintorni per escludere la presenza di altri cuccioli in difficoltà. Il riccetto abbandonato in una tana a causa del mancato ritorno della madre (come si è detto prima disturbata per la scopertura del nido o rimasta vittima di un incidente) ha normalmente diversi fratelli o sorelle che sono in difficoltà come lui. In caso di mancato ritorno della riccia dopo un certo numero di ore la cucciolata esce dal nido e si disperde alla ricerca della madre o del cibo. La fame spinge ad uscire anche cuccioli molto piccoli ed ancora ciechi, oltre a quelli più grandi, ma ancora da svezzare. Normalmente la ricerca va fatte nelle vicinanze perché cuccioli cosi piccoli non riescono a coprire grandi distanze.
Come comunicano i ricci
Il riccio comunica attraverso suoni e movimenti particolari, con cui esprime diverse situazioni emotive e di necessità.
- Soffi e sonori sbuffi: manifestano fastidio e tensione, ma anche incertezza.
- Scatti e sibili: sono segnale di spavento e di disagio.
- Schiocchiolio: suono simile a quello emesso dall’uomo, quando fa scattare la lingua con il palato; è utilizzato per segnalare la propria presenza ad altri ricci, al fine di delimitare il proprio territorio; occorre notare, però, che i suoni emessi, non hanno sempre una relazione così netta e precisa con un determinato stato emozionale, come vengono descritti.
- Stridio, scricchiolio e fischio: si sentono:
- a) durante il corteggiamento (carosello del riccio), in tarda primavera ed a metà estate,
- b) nelle delimitazione di un territorio, all’avvicinarsi di un altro esemplare,
- c) durante l’allattamento, in cui i cuccioli richiamano l’attenzione della mamma.
- Grida: suono di grande paura e di rilevante dolore fisico (esperienza personale, vissuta di notte, quando sono stata svegliata da un grido prolungato, ripetuto e di notevole intensità e vigore, paragonabile all’urlo di un bambino; era un riccio reduce da un trauma da incidente stradale).
- I ricci sono anche in grado di russare mentre dormono! …
… omissis …
Autosputo
Un comportamento singolare è rappresentato dal meccanismo di autosputo, che il riccio attua quando viene in contatto con odori o sapori particolarmente forti. E’ un processo consentito dalla presenza di un organo accessorio, chiamato organo di Jacobson, che provoca una ipersalivazione.
Questo organo è situato sopra la volta palatina dura, ed è riconducibile alle funzioni olfattive, la cui attività è conosciuta e documentata in alcune specie di mammiferi ed influenza il comportamento sessuale ed alimentare degli stessi.
L’organo di Jacobson viene stimolato tramite i dotti naso palatini, che comunicano con la cavità orale. Tale stimolazione si attua quando l’animale per effetto di sensazioni olfattive o gustative, produce in abbondanza saliva che i biascicamenti successivi rendono schiumosa; …
Le sezioni “Come comunicano i ricci” ed “Autosputo” sono state preparate sulla base di informazioni presenti nel sito SOSRICCI