Le prime cose da chiedere a chi ci contatta per segnalare un riccio presumibilmente in difficoltà sono quelle comunque ricordate dal messaggio che automaticamente si attiva al momento :
- la città di ritrovamento;
- l’ora del ritrovamento o, almeno se lo stesso sia avvenuto di giorno, di notte, di mattina o di sera
- il peso del riccio (si può suggerire di utilizzare una bilancia da cucina)
- una foto accanto alla mano aperta, di modo da avere un termine di paragone della dimensione,
- un numero telefonico per essere messo in contatto con un veterinario o assistenza di zona
- Non è buona norma, invece, chiedere immediatamente se il riccio abbia dei parassiti per evitare inutili preoccupazioni al soccorritore.

(versione ricci adulti primavera)
Presenza di parassiti esterni (ecto-parassiti)
Mosca carnaria
- L’unico vero gravissimo pericolo causato ai ricci dai parassiti è quello costituito da larve di mosca carnaria, larve che nel periodo invernale sono praticamente assenti.
- Le larve di mosca carnaria hanno l’aspetto di piccoli vermi bianchi e la loro infestazione è terribile perché mangiano letteralmente il riccio mentre è vivo.
- La loro presenza è abbastanza evidente ed è un segnale di massimo allarme perché, se non eliminate, potranno penetrare anche all’interno del corpo dell’animale attraverso le orecchie, le narici, la bocca, l’ano e ne divoreranno la carne viva.
- Se non si interviene in modo tempestivo, molte volte il riccio morirà tra atroci sofferenze.
- Lo stesso livello di allarme lo si deve avere in presenza di uova della mosca carnaria (stadio precedente della vita del parassita) che hanno l’aspetto aggregazioni di chicchi di riso basmati, tra il biancastro ed il giallognolo, e che, in condizioni favorevoli, si trasformeranno in larve nel giro di poche ore.
- Quindi è corretto chiedere se il riccio presenti, tra gli aculei, degli ammassi giallognoli simili a gruppi di chicchi di riso.
- Benché l’infestazione da mosca carnaria non sia assolutamente frequente nel periodo del tardo autunno-inverno, non appena le temperature saliranno occorre prestare particolare attenzione a questo problema poiché gli insetti adulti di questa specie hanno la particolarità di accorgersi se un animale si trova in stato di difficoltà e provvedono subito alla deposizione di uova sullo stesso. Se un animale presenta una ferita le mosche, nove volte su dieci, lo attaccheranno e le uova deposte si schiuderanno in poche ore liberando queste micidiali larve che faranno scempio del loro ospite.
- Quindi un riccio ferito, specialmente se la ferita non è stata causata da poco, sarà quasi certamente infestato da uova o già da larve.
- Anche un riccio debilitato può essere attaccato da questo parassita perché, come un animale ferito, emette un odore tale da attirare l’insetto adulto di mosca carnaria.

Larve di mosca carnaria (Sarcophaga carnaria Linnaeus, 1758) che infestano un riccio
Ciclo di vita della mosca carnaria


Nelle due figure precedenti è esemplificato il ciclo di vita della mosca carnaria. Poiché la temperatura influenza molto la velocità di sviluppo delle larve entrambe le immagini riportano dati validi.
E’ interessante notare quanto sia breve l’intervallo tra deposizione delle uova e la loro schiusa. Questa è la ragione per cui è indispensabile intervenire immediatamente nella rimozione di tutte le uova, ed ovviamente anche delle larve, dal corpo dell’animale.
Pulci

- Le pulci sono quasi sempre presenti sugli animali selvatici ed il riccio non fa eccezione.
- Le pulci che parassitano i ricci sono di una specifica specie ((archaeopsylla erinacei) ) e non passano né sull’uomo né su altri animali domestici, rappresentano un fastidio ma non un pericolo per l’animale.
- È ovvio che se si soccorre un riccio lo stesso, a tempo debito, verrà liberato dalle pulci mediante l’utilizzo dello spray NEO FORACTIL (che ha efficacia anche su zecche ed acari)
Zecche

- Nel caso sul riccio siano presenti delle zecche le stesse dovrebbero essere visibili, specie se gonfie di sangue.
- Evitare assolutamente di stordirle applicando alcool o olio per evitare che rigurgitino nell’ospite la loro saliva, piena di patogeni, che potrebbe facilmente causare infezioni.
- L’estrazione va effettuata con pinzette, tipo quelle da sopracciglia o altre specifiche, afferrandola alla base della sua testa, in corrispondenza del rostro infitto nel riccio, effettuando una leggera rotazione ed una successiva decisa trazione. Se l’operazione riesce la zecca uscirà integra e potrà essere soppressa immergendola nell’alcool denaturato contenuto in un piccolo recipiente preventivamente preparato. Si potranno poi smaltire i parassiti morti buttandoli nel water closet. È buona norma suggerire la disinfezione del punto in cui il parassita si era ancorato con una soluzione al 50% di acqua e 50% di Betadine (tintura di iodio) usando un cotton fioc.
In mancanza di Betadine si può usare acqua ossigenata in soluzione con acqua con le medesime percentuali. In mancanza anche di questo si potrebbe usare una goccia di Betadine gel. Non sono consigliati disinfettanti diversi anche se la sterilizzazione andrebbe comunque in qualche modo eseguita.